Berlino e Putin
A Berlin EFM 2026. “EFM” sta per European Film Market. Come sempre io ci sono senza sapere bene perché, ma faccio il mio dovere. Fotografo poco.
Ho bisogno di nuotare. Su Karl Marx Strasse trovo una piscina che apre alle sei e mezza, al terzo piano di un centro commerciale. A fianco dell’edificio c’è un tempio in costruzione.
Una parte curiosa del mercato al Festival di Berlino si tiene negli alberghi a cinque stelle su Potsdamer Platz: il Ritz Carlton, il Marriot, il Mandala. Al decimo piano del Ritz Carlton, nel “Club”, incontro Steven, presidente di una società americana, o meglio californiana. Parlo con lui, o meglio lui parla con me. Scendo e infastidisco poi un giovane lavoratore dell’albergo, che mi nota mentre fotografo il fotografo del matrimonio. Mi rifugio quindi in una saletta al primo piano, al buio.
Nel parco dietro Potsdamer Platz trovo il Global Stone Project, massi portati da diverse nazioni a significare collegamenti e pace tra i popoli. Il ragazzo e la ragazza leggono l’iscrizione posta tra i due massi bianchi, che provengono dagli Urali e ricordano l’incontro di qualche anno fa tra Putin e il Cancelliere tedesco. La ragazza legge l’iscrizione e mi dice «It’s ironical, now…».