At the End of the Day, it is Your Body
In fin dei conti, è il tuo corpo
Un film di Valtellina (in produzione/in production)
Riprese/images Carlo Valtellina; sonoro in presa diretta e voce guida/sound recordist and lead voice Petra Valtellina; montaggio/editing Alberto Valtellina. Con/with Cristiana Alfonsetti, Antonietta Fusco, Lucrezia Ottoboni, Stella Penzo, Francesca Rosso, Ileana Citaristi, Namrata Dave, Abhiram Nanda, Petra Valtellina, Carlo Valtellina.
Sinossi
Un’esperienza inattesa, un incontro con la cultura indiana e con la danza Odissi, mediato dalla richiesta di documentare il lavoro di cinque danzatrici italiane impegnate nell’apprendimento di una complessa coreografia. Una riflessione sulle scelte artistiche: quanto vale per una danzatrice italiana la dedizione totale a una danza della tradizione indiana, quando in Italia la pratica riscuote interesse da una “nicchia” ristretta di appassionati? Dal diario di Petra:«Sono appena arrivata con mio fratello Carlo a Bhubaneswar. Stiamo lavorando alla produzione di un film sulla danza. Io sono flautista, in questo caso mi occuperò del sonoro in presa diretta, Carlo delle riprese filmate. Seguiremo cinque danzatrici italiane che prepareranno una nuova coreografia. Il gruppo è interessantissimo, con dinamiche interne molto delicate. Essere qui come osservatrice (tecnica audio, cioè di fatto elemento esterno e “invisibile”) per me è un compito nuovo e a tratti difficile, contrario alla mia indole. Durante le riunioni operative vorrei intervenire dicendo la mia. È educativo non poterlo fare: costringe ad accettare tutte le possibili conseguenze della discussione senza averne preso parte. Dovrei farlo più spesso, è un bell’allenamento per le parti di me più pignole, testarde, cocciute, maniache del controllo, per zittirle più spesso, intendo».
Synopsis
An unexpected experience, an encounter with Indian culture and Odissi dance, brought about by meeting five Italian dancers who are learning a complex choreography. From Petra’s diary: ‘I’ve just arrived in Bhubaneswar with my brother Carlo. Odissi dance originated in Bhubaneswar. We are working on a film about dance. I am a flautist; in this case, I will be handling the live sound, whilst Carlo will be filming. We will be following five Italian dancers as they prepare a new choreography. The group is fascinating, and the dynamics within it are extremely delicate. Being there as an observer (as a sound recordist, i.e. effectively an external and ‘invisible’ element) is a new and at times difficult task for me, contrary to my nature. During the operational meetings, I’d like to speak up and have my say. It’s a learning experience not being able to do so: it forces me to accept all the possible consequences of the discussion without having taken part in it. I should do this more often; it’s good training for the parts of me that are fussy, stubborn, obstinate and control-freaks – to silence them more often, I mean.”
Note sul film
È un film sulla danza, la musica, gli “scontri” tra culture, l’amore per una cultura “lontana” e il desiderio di dedicare la vita all’arte. Nel film Petra, una giovane musicista ingaggiata come tecnico del suono per la produzione, segue un gruppo di cinque danzatrici italiane di Odissi a Bhubaneshwar, in India, Stato dell’Orissa, dove si recano per preparare una coreografia con la famosa Guruji Ileana Citaristi, danzatrice e coreografa di Odissi. Ileana Citaristi si è trasferita in India dall’Italia alla fine degli anni Settanta per imparare la danza Odissi ed è diventata rapidamente una danzatrice molto famosa anche in Italia. Le cinque danzatrici si rendono conto che ciò che è accaduto negli anni Settanta non può accadere oggi, una di loro dice che è troppo facile, o sembra troppo facile. Naturalmente l’apprendimento della danza rimane un lavoro duro, ma quando Ileana Citaristi andò in India, era una delle poche, in un momento diverso, era una sorta di esploratrice di una cultura lontana.
Il film si concentra sul lavoro delle danzatrici, consapevoli che il loro amore per la danza Odissi incontra oggi grandi difficoltà ad essere compreso in Italia. Si sono dedicate alla danza Odissi sin dalla giovinezza, l’hanno studiata e una di loro ha imparato la lingua Odia mentre lavorava alla sua tesi di dottorato sull’Odissi. Accettano la presenza della macchina da presa mentre si allenano e quando parlano tra loro. La presenza di Petra è evidenziata nelle riprese, lei è una flautista italiana, per il documentario si occupa del suono in presa diretta. Ha scritto un diario, alcune pagine vengono lette da lei stessa. Il film è quindi una riflessione personale sull’amore per la musica e la danza e su quanto sia difficile trovare una strada per vivere con l’arte. Nell’ultima parte del film c’è l’incontro con la musicista Namrata Dave, suonatrice di mardala, le sue parole aiutano Petra a capire meglio come continuare a vivere la sua vita da musicista.
Some note about the film
The film is about dance, music, “clashes” between cultures, love for a “distant” culture and the aim to live a life in art. In the film Petra, a young musician, booked as sound recordist for the production, follows a group of five Italian Odissi dancers in Bhubaneshwar, where they go to prepare a choreography with well known Guruji Ileana Citaristi, Odissi dancer and choreographer. Ileana Citaristi moved to India from Italy in the late Seventies to learn Odissi dance and became rapidly a very well known dancer in Italy too, now the five dancers realize that what happened in the Seventies cannot happen now, one of them says that now it appears too easy. Of course the learning of the dance remains a hard work, but when Ileana Citaristi went to India, she was one in a few, in a different moment, she was a sort of explorer of a distant culture.
The film focuses on the work of the dancers, who know that their love for Odissi dance has now great difficulties to be understood in Italy. They practiced Odissi dance from their youth, studied it and one of them learned Odia language, when working to obtain her PhD about Odissi. They accept the presence of the camera while practicing and when talking to each other. The presence of the young girl, Petra, an Italian flute musician is shown, she is sound recordist for the documentary and wrote a diary, some of the pages are read by herself. So the film is a personal thought about love for music and dance and how difficult it is to find a path to live with art. In the last part of the film is the meeting with musician Namrata Dave, a mardala player, that helps Petra to better understand how to keep living her life as a musician.