La bicicletta e il Badile

un film di Maurizio Panseri e Alberto Valtellina (in produzione)
IL PROGETTO SU “ADOBE SPARK”

Sinossi
Venerdì 4 luglio 1952, Hermann Buhl, che sarà conosciuto in seguito come un grandissimo alpinista (tra le altre salite, celebri la prima salita al Nanga Parbat e al Broad Peak), lascia Innsbruck in bicicletta, risale la valle dell’Inn, dopo 150 chilometri arriva alla base della parete nord-est del Pizzo Badile, la sale in solitaria attraverso la via Cassin, scende, riprende la bicicletta e torna verso casa, per essere al lavoro il lunedì mattina. Un’impresa celebre, raccontata in poche asciutte pagine nel bellissimo libro autobiografico “È buio sul ghiacciaio”.
Estate 2021. Maurizio Panseri e Marco Cardullo decidono che oggi non ha più alcun senso spostarsi in automobile, soprattutto per andare in montagna. Ripercorrono l’itinerario ciclistico e alpinistico di Hermann Buhl: per lui la bicicletta era una necessità e il mezzo che aveva disposizione per compiere l’impresa, per i nostri sarà il mezzo per ripensare lo sport in modo sostenibile.

A sinistra alcune immagini dalle uscite di allenamento.

Note di regia
Il progetto che nasce sulle orme di Hermann Buhl si svilupperà attraverso tre principali linee di racconto: il viaggio e i protagonisti; Hermann Buhl e l’alpinismo; l’uso del mezzo non inquinante, non invasivo, la bicicletta, come partner dell’attività alpinistica.
Raccoglieremo le immagini del viaggio di Maurizio e Marco – da Alzano Lombardo (BG) alla cima del Badile attraverso la via “Cassin” e poi verso Landek salendo al passo Maloja, per chiudere il giro ad anello a casa – e le legheremo a incontri con persone che ricorderanno la straordinaria figura di Hermann Buhl sul versante affettivo e sul versante storico (la figlia Kriemhild, gli alpinisti Giuseppe “Popi” Miotti ed Enrico Camanni, gli storici Alberto Benini e Mirella Tenderini, il giornalista Marco Albino Ferrari, la guida alpina Renata Rossi). Per comprendere i cambiamenti incontreremo il mondo della scienza e della ricerca: il Prof. Claudio Smiraglia dell’Università di Milano, glaciologo di fama internazionale; i rappresentanti del progetto INTERREG Italia-Svizzera “Grandi frane alpine” Cristian Ambrosi (SUPSI Canton Ticino) e Massimo Ceriani (Regione Lombardia). La terza linea del racconto sarà inserita in modo “provocatorio”: cercheremo risposte di alpinisti alla proposta di avvicinare le montagne pedalando (non c’è che l’imbarazzo della scelta). Il viaggio di Maurizio e Marco sarà con le biciclette cariche di tutto il necessario per dormire, mangiare e scalare. Partiremo da Alzano Lombardo in Val Seriana (BG) sino su in Val Bregaglia, sfruttando dove possibile la rete ciclabile esistente. Poi, legate le biciclette ad un faggio, saliremo al rifugio Sasc Furà, per scalare la via Cassin alla nord-est del Pizzo Badile e, come Hermann Buhl, scendere lungo lo spigolo nord. Tornati a Bondo, saliremo sino al passo del Maloja per poi percorrere tutta la valle dell’Inn, lungo la sua ciclovia, attraversando l’Engadina per poi entrare in Austria sino a Landek in Tirolo, villaggio da dove era partito Hermann Buhl. Se il grande alpinista è andato e tornato con la sua bicicletta, non potremo fare altro che rientrare a casa pedalando, cercando un finale diverso da quello toccato a Hermann: un bagno improvvido nelle acque gelide dell’Inn. Così non potremo fare altro che salire e scendere in successione il passo Resia, il passo Umbrail, il passo dell’Aprica, Il passo del Vivione, il passo della Presolana per poi tuffarci in Valle Seriana ricongiungendoci al punto di partenza.