Peaches Goes Bananas
un film di Marie Losier (2024, 73′) Film d’Essai con D.D. 20/3/2026
Dal 19 marzo 2026 al cinema in Italia da Valtellina Distribuzione, in collaborazione con SeeYouSound International Music Film Festival, Torino
Dal 19 marzo (poi 20, 21, 23, 24), Milano, cinema Beltrade (il 19 ore 23,00 Marie Losier via Zoom)
Dal 19 marzo (poi a seguire), Napoli, CasaCinema
27 marzo, Brescia, cinema Nuovo Eden
31 marzo e 10 aprile Bergamo, cinema Conca Verde
31 marzo Firenze, cinema La Compagnia, per Sentiero Critic Lab, con lezione di Carlo Griseri
Aprile, Bologna, cinema Galliera
19 maggio, Lecco, rassegna Cine Minimo presso il Teatro invito
Prossimamente rassegna a Pistoia, Museo Pecci
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Recensioni
Asbury Movies Peaches is (still)a punk rocker
Cineforum Peaches Goes Bananas
Lucy sulla cultura Peaches e le altre 
Sinossi
Cantante, performer, regina dell’electro-punk, Peaches è un’artista multiforme che riesce a far scadere qualsiasi etichetta e qualsiasi confine di definizione. I suoi spettacoli sono (s)concerti di ipersessualizzazione, lotta contro il masochismo, liberazione dei desideri più scomodi. La sua vita privata è invece un incontro di affetti familiari ed entusiasmi lavorativi, impregnata com’è di una spinta trasformativa che diventa un tutt’uno con le metamorfosi dei suoi affollatissimi show. Peaches, dopo tanti documentari e film-concerto, riceve il “trattamento Marie Losier” con un ritratto che è innanzitutto una fantasia in pellicola, un ludico resoconto che nel perfetto stile della sua regista sembra un home video impossibile, via preferenziale per scandagliare un personaggio pubblico nella sua immagine più riservata. Ma con Peaches, corpo vita e spettacolo sembrano una cosa sola (dal sito del Sicilia Queer Festival).
Negli ultimi 17 anni, Marie Losier ha filmato la cantante Peaches, regina del punk-elettro e vera icona queer femminista. Tra concerti stracolmi, uno stretto rapporto con la sorella Suri e la messa in scena della sua prima opera, Peaches sente sempre il bisogno di reinventarsi ed esplorare i propri confini. Dentro e fuori dal palco, un ritratto intimo di un’artista stimolante, dotata di un’energia sconfinata, che infrange i tabù e che abbraccia ogni fase della vita trasformando il suo corpo in arte.
Note di regia
«In Peaches Goes Bananas ho realizzato il ritratto di una donna e, soprattutto, di un’artista con la quale mi identifico a vari livelli. Superati i cinquant’anni, sento che il corpo sta cambiando, eppure il bisogno di creare e sperimentare come le giovani generazioni è più forte che mai. Nel 2006, durante le riprese del lungometraggio The Ballad of Genesis and Lady Jaye, ho incontrato casualmente Peaches. È stato l’inizio di una collaborazione e di un’amicizia che dura da diciassette anni. Nel corso del tempo, emerge un racconto intimo di Peaches dentro e fuori dal palco. Il film rivela il processo creativo di questa artista; un’icona queer trasgressiva, una femminista senza compromessi, una donna in costante trasformazione. Sono colpita dalla perseveranza e dall’inesauribile energia che mette quando sperimenta e pone il suo corpo al centro dell’arte, con incredibile bellezza e libertà. Peaches pone costantemente in discussione la sua identità ridisegnando i confini. Il suo lavoro è impegnato, ribelle e giocoso, con una forza irriverente e sfrontata. La necessità di sperimentare, di reinventarsi, di vivere pienamente e liberamente e di sfidare le norme e l’ostilità, amando, danzando, creando, rimane al centro del mio lavoro». (Marie Losier)
Marie Losier è una regista che lavora a New York da ventitré anni. Ha presentato i suoi film e video in musei, gallerie, biennali e festival. Ha realizzato numerosi ritratti cinematografici di registi, musicisti e compositori d’avanguardia, come i fratelli Kuchar, Guy Maddin, Richard Foreman, Tony Conrad, Genesis P-Orridge, Alan Vega, Peter Hristoff e Felix Kubin. Stravaganti, poetici, onirici e non convenzionali, i suoi film esplorano la vita e il lavoro di questi artisti. I film di Losier sono stati presentati al Festival di Cannes, Le Jeu de Paume, la Berlinale, il Festival di Rotterdam, l’IDFA, la Tate Modern, il MoMA, il Palais de Tokyo, il Centre Georges Pompidou. Inoltre, le hanno dedicato due retrospettive: una nel 2018, al MoMA di New York, l’altra nel 2019, alla Galleria Nazionale dello Jeu De Paume di Parigi. Il Festival dei Popoli di Firenze ha organizzato una retrospettiva monografica su Losier nel 2025.