El Tascabile y yo

un film di Alberto Valtellina
Con le attrici e gli attori del Teatro tascabile di Bergamo: Alessia Baldassari, Tiziana Barbiero, Luigia Calcaterra, Beppe Chierichetti, Antonietta Fusco, Alberto Gorla, Ruben Manenti, Simone Naldi, Alessandro Rigoletti, Clara Rigoletti, Caterina Scotti, Marta Suardi e con Maurzio Stefania, Lorenzo Bucci, Osvaldo Arioldi, Fabio Vignaroli, Alberto Valtellina (voce off). Soggetto, sceneggiatura, riprese, montaggio, musica, produzione e distribuzione Alberto Valtellina
Italia 2021, 71′

SINOSSI
Lo spettacolo The Yoricks del Teatro tascabile di Bergamo. Come raccontare la perplessità degli artisti sotto la tenda del circo. La perplessità di oggi, che è una perplessità di ieri, solo più complicata. La perplessità per ì bandi regionali, ministeriali, bancari, la perplessità per il finanziamento dei software, del restauro, degli spettacoli. Piccoli omicidi mirati, esito di piccoli finanziamenti mirati. Il film inizia con la preparazione del debutto, a fine marzo, e risale la corrente temporale fino al luglio precedente, quando lo spettacolo, nella sua forma iniziale di work in progress era stato presentato a un pubblico di amici. Lo spettacolo non appare mai nel film, che invece si compone attraverso il racconto di circa quaranta giornate di prove, le riprese sono in modalità falsamente observational, forse più spy-story. Lo sviluppo à rebours del montaggio scioglie l’aspettativa di una drammaturgia compiuta, prevedibile, pingue e privilegia il fuoco sulle relazioni e i dettagli del fare artigianale del teatro di gruppo.

NOTE DI REGIA
«La morte affascina molto più della vita. Dopo “L’isola dei morti” Böcklin dipinse l’isola dei vivi, ma con esito incomparabilmente minore. È anche questa forse una dimostrazione che l’arte deve mostrare all’uomo ciò che l’uomo non riesce a vedere da sé?»
Alberto Savinio, Narrate, uomini, la vostra storia

«L’arte sta in questa massima: rubar con garbo e a tempo», una citazione appropriata, dal Falstaff di Giuseppe Verdi. Come tutte le produzioni TTB, The Yoricks nasce da diverse “costole”, è spin-off di altri spettacoli, è rielaborazione di materiali storici, “rubati”, riletti attraverso derive e slittamenti, è denso di riferimenti culturali interni, di “ripescaggi”: di singoli movimenti, di intere scene, di costumi, di musiche. Slittamenti: ogni recupero e ogni riferimento, inserito in un blocco nuovo, acquisisce una nuova vita, un senso diverso.
Capisco questa necessità di esplorare più volte moduli già indagati: a mia volta in El Tascabile y yo recupero una riflessione che avevo già messo in ruvida forma nel 1994, nel film El extraño del pelo largo. Drama musical a manera del los “Misterios” medievales. Fragmentos del Imperio.
Non amo la voce fuori campo e non amo le metafore al cinema, a meno che non abbiano connotazione regionale (da verificare la possibilità di esprimere cinematograficamente una metafora con connotazione regionale). Nel film c’è una voce fuori campo, la mia, con connotazione neppure troppo orgogliosamente regionale, forse c’è qualche metafora, ma non dichiarata, quindi: forse.
Il legame con il film del 1994 è attraverso un film che era (e rimane) un riferimento: Die Artisten in der Zirkuskuppel: ratlos (Gli artisti sotto la tenda del circo: perplessi, di Alexander Kluge, 1968). In El extraño del pelo largo una sorta di citazione emerge quando Ceiça, donna brasiliana, arriva con il suo motorino Ciao determinata e combattiva davanti all’ingresso di un circo, dove pretende di declamare un testo teorico di Glauber Rocha. Naturalmente i guardiani la scacciano malamente, buffamente abbigliati da antichi romani, perché quel circo aveva l’antica Roma come tema del momento, metafora di quello che per Ceiça è l’impero capitalista. Metafora ardita se mai ve ne furono.
In El Tascabile y yo la citazione da Die Artisten in der Zirkuskuppel: ratlos è più smaccata, più dichiarata, più straniante, anzi è palesata, ostentata: la mia voce fuori campo ripete frasi prese pari pari dal film. Questo espediente, oltre a riprendere e raddoppiare il citazionismo di Kluge (anche se Kluge cita senza riferire i testi e gli autori), offre e suggerisce in El Tascabile y yo alcuni piccoli delicati slittamenti, propone integrazioni, commenti.