La scuola non è secondaria

un film di Alberto Valtellina e Paolo Vitali (2021, 45′)
Sinossi
Nonostante un’intera estate passata dal personale (dirigente, insegnanti e assistenti) a riorganizzare gli spazi e ridefinire gli accessi dell’istituto per rendere possibile il regolare svolgimento del nuovo anno scolastico, a fine ottobre 2020, con la nuova ondata pandemica, il Liceo Mascheroni di Bergamo, come tutte le altre scuole secondarie superiori, è costretto a chiudere e a riavviare la cosiddetta “Didattica a distanza”: l’accesso all’edificio scolastico viene limitato ai soli docenti. Il film documenta quel momento, il più estremo e drammatico dell’anno in corso, quando i ragazzi sono costretti a casa e gli insegnanti fanno didattica nelle aule deserte. Ne emerge un ritratto inedito, che testimonia di una comunità scolastica provata, sospesa tra angoscia e speranze, umorismo e malinconia, rassegnazione e voglia di reagire. Per continuare a tenere in vita un’idea di scuola e dare un senso alla solitudine e allo strazio delle aule vuote.

Così Raffaele Mantegazza, docente di pedagogia all’Università di Milano Bicocca: «Questo film è una finestra aperta sullo scempio della scuola italiana negli ultimi tredici mesi, sulla desolante tristezza degli insegnanti che amano i ragazzi e sulla solitudine dei ragazzi stessi. Da mostrare in tutte le scuole e in tutte le famiglie, soprattutto agli innamorati della DAD, perché almeno si sappia di cosa stiamo parlando».

Fabio Cleto, che insegna Storia culturale e Letteratura inglese all’Università di Bergamo: «La scuola non è secondaria è un piccolo gioiello. Semplice, non chiassoso, brilla per sobrietà. Non denuncia, non proclama. Racconta con poche parole, in perfetto equilibrio con i silenzi, e guarda con eleganza (la fotografia è davvero notevole) un tempo di normale eccezionalità. Guarda senza aggredire l’oggetto, e nella sua modestia – pur spigolosi, Valtellina e Vitali stanno un passo indietro, sempre – riesce a far parlare gli ambienti, gli insegnanti, la bidella, e pure a dare forma agli assenti. Gli studenti, certo, ma anche lo spettatore, che si ritroverà nell’esperienza perduta: chi nell’insegnante di matematica, chi in quella di storia dell’arte (“su, dai, geriatria!”), di latino, di scienze. Tutti forse, anche senza rendersene conto, ci ritroviamo nello studente – il nome pudicamente coperto da un tuono – che non c’è, forse è in bagno, forse si è imboscato, e che proprio per questo è il protagonista di questo tempo, di questo spazio».

Con Barbara Lussana, Guido Tacchini, Elena Depetroni, Stefania Moreni, Giuliana Duret, Rita Mantovani, Ileana Maria Paloschi, Battista Panseri, Mariateresa Fornoni, Angelo Sangalli, Lita Gatti, Anna Maria Gritti, Mario Pizzi, Caterina Arrigoni, Franco Mancini, Maria Buscieti, Ilario Latassa, Angelo Paolo Vavassori, Sabina Romeo, Ombretta Bulla, Milena Soli, Michael Mandile, Tiziana Vecchi, Daria Tonzig, Nicola Buttarelli; montaggio Alberto Valtellina e Paolo Vitali; fotografia Carlo Valtellina; musica di Guido Tacchini.
Le riprese sono state effettuate all’interno del Liceo scientifico statale “Lorenzo Mascheroni” di Bergamo nel mese di novembre 2020.

Da settembre 2020 Paolo insegna disegno e storia dell’arte al Liceo Mascheroni. Mi ha raccontato le strane giornate, in cui i docenti si confrontano con un’aula vuota e un computer che contiene una classe ridotta in francobolli, mezzibusti, iniziali di nomi. Ho subito pensato alla possibilità di intervenire con la macchina da presa per raccontare e fissare, da osservatore estraneo, questo momento improbabile quanto difficile. Io e mio figlio Carlo, che ha curato la fotografia del film, abbiamo posato semplicemente la macchina da presa sul treppiede, cercando l’inquadratura adatta, registrato immagini e suono in diversi spazi della scuola, nelle aule vuote, con l’insegnante che spiega, nei corridoi, nei cortili… L’architettura del Liceo si presta a un racconto da Deserto dei Tartari, con quello strano dialogo tra gli edifici storici e gli inserti recenti. In fase di montaggio abbiamo costruito, con Paolo, il film che ha la durata di una lezione DAD: 45 minuti. Abbiamo coinvolto il maestro Guido Tacchini, musicista e docente, il suono del trombone di Guido, nei registri bassi, nei borbottii, risuona tra i corridoi vuoti, nelle aule che gli insegnanti stanno “sanificando” a fine lezione, nei laboratori e auditorium in attesa. Centro del film è il momento in cui Giuliana, l’insegnante di latino, invita i suoi studenti a resistere, attraverso le parole di Seneca che, nella lettera a Lucilio scrive: «Alcuni momenti ci vengono portati via, alcuni vengono sottratti, alcuni scorrono via. (…) Afferra tutti i momenti; così accadrà che tu dipenda meno dal domani, se porrai mano all’oggi». Il filmato è un surreale e personale documento di questo periodo. Servirà come monito per il futuro? A memoria, da Cicerone (non è vero: copio dal sito Treccani!): Historia vero testis temporum, lux veritatis, vita memoriae, magistra vitae, nuntia vetustatis: «la storia è testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra di vita, messaggera dell’antichità». Speriamo.